Panico e Agorafobia: sintomi, cause, cure e rimedi

Sintomi attacchi di panico

Ti è mai capito di vivere delle situazioni in cui, tutto d’un tratto e senza un reale motivo, ti ritrovi ad accusare alcuni sintomi come:

  • palpitazioni,
  • sudorazione,
  • tremore,
  • difficoltà a respirare (dispnea),
  • sensazione di asfissia o di perdere il controllo delle cose e delle situazioni,
  • costrizione e/o dolore al petto,
  • nausea,
  • sensazione di instabilità e sbandamento,
  • sensazione di percepire la realtà come strana e irreale (derealizzazione),
  • sensazione di essere fuori dal tuo corpo (depersonalizzazione),
  • sensazione di alterazione della sensibilità, come formicolii vari (parestesie),
  • brividi
  • vampate di calore?

Se non lo sapevi, questi sintomi possono essere associati a due disturbi principali: panico e agorafobia.

Di seguito ti aiuterò a comprendere cosa sono, come si differenziano e il modo più adeguato per trattarli in maniera definitiva.

Cosa succede quando soffri di disturbi di panico o agorafobia?

Cosa ti succede quando si manifesta uno o più di questi sintomi che possono essere associati ai disturbi di panico e agorafobia?

Sicuramente, il primo aspetto su cui focalizzarsi è la cattiva qualità della vita, perché vivi male e tutto prende una forma diversa da quella che è la realtà oggettiva.

Esempio attacco di panico

Sintomi Panico e Agorafobia“G. attraversa un momento particolarmente impegnativo dal punto di vista emotivo.

È diventato papà da poco tempo e, nello stesso periodo, ha ottenuto una promozione al lavoro diventando il nuovo responsabile del suo reparto. In questo modo però, il suo tempo libero si è ridotto moltissimo.

Una sera G. si trovava sulle scale del palazzo, stava per rincasare quando cominciò a rendersi conto che il suo battito cardiaco era accelerato, così pensò: “Il mio cuore forse sta poco bene. Se morissi, cosa succederebbe alla mia famiglia?”.

Questi pensieri e altri pensieri negativi hanno accentuato ancor di più il battito cardiaco fino a farlo aumentare senza controllo, è comparso un formicolio alle mani, i muscoli si sono irrigiditi, e G. ha cominciato a sudare freddo, tremare e ad avere forti dolori nella zona del petto, quasi come se qualcuno premesse un peso sul suo sterno.

All’improvviso G. ha percepito una bruttissima sensazione, era come se fisicamente gli mancasse l’aria e si sentisse totalmente estraneo a quello che gli stava accadendo intorno.

I pensieri si susseguivano uno dietro l’altro e non riusciva a concentrarsi. Tutto gli sembrava irreale e il battito cardiaco era alle stelle. Ha cominciato ad avere tanta paura e a pensare che sarebbe impazzito e che avrebbe perso totalmente il controllo di sé e delle sue azioni.”

Quando ti trovi in situazioni simili a quella appena descritta, dove sono presenti uno o più sintomi, è probabile che tu soffra del disturbo di panico o di agorafobia.

Cos’è il disturbo di panico?

Il panico è una condizione di paura molto intensa che si manifesta all’apice della sua potenza entro 10 minuti, conosciuta anche come “attacco di panico”, perché caratterizzata dalla comparsa di uno stato di agitazione profonda, compulsiva, improvvisa e spesso inaspettata, una paura che si manifesta in maniera intensa e in mancanza di un pericolo reale.

(Lo sapevi che la parola panico deriva dal greco panikos, nello specifico relativo a “Pan”, dio della mitologia greca, a metà tra un uomo e una capra, che amava dare sfogo al proprio ego sessuale terrorizzando le ninfe e spaventando tutti i viandanti che per caso attraversavano i suoi boschi).

Quando è in corso una crisi o un attacco di panico, possono comparire anche sintomi fisici molto spiacevoli (dovuti all’attivazione del Sistema Nervoso Simpatico) e pensieri catastrofici (paura di morire, di impazzire, svenire). È necessario precisare però che qualsiasi persona, in una condizione di estremo pericolo, può essere vittima di panico e che un singolo attacco non è sufficiente a elaborare una diagnosi del disturbo.

Al disturbo di panico, spesso, si associa una condizione psicopatologica chiamata agorafobia, caratterizzata dall’ansia di trovarsi in luoghi o situazioni da cui sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi o nelle quali, in caso di attacco di panico, non ci sarebbe disponibilità di aiuto.

Trovarsi fuori casa da soli oppure essere nel mezzo di una folla ad esempio, sono tipiche situazioni nelle quali si manifestano i cosiddetto timori agorafobici. Generalmente, la persona affetta da questo disturbo è molto sensibile alla solitudine (intesa soprattutto come lontananza da persone o luoghi familiari), agli spazi aperti e alle situazioni costrittive (luoghi chiusi e angusti o rapporti vissuti come troppo limitanti la propria libertà).

Le situazioni temute vengono evitate o sopportate con non poco disagio o con l’ansia di avere un attacco di panico di lì a breve e, spesso, affrontate con la presenza di un compagno.

Cause del disturbo di panico e agorafobia

Quali sono le cause che fanno insorgere il disturbo di panico e agorafobia?

Secondo il DSM-5, per fare una diagnosi precisa di disturbo di panico, occorre che siano soddisfatti alcuni criteri.

La presenza di attacchi di panico inaspettati e ricorrenti per esempio, è uno di questi, segno che un solo attacco non è dunque sufficiente.

Per definire sintomatico il disturbo, gli attacchi di panico devono essere seguiti da uno o più mesi di preoccupazione persistente di vivere altre situazioni analoghe. Oppure l’attacco di panico deve essere seguito da una preoccupazione alle conseguenze che può generare (per esempio, perdere il controllo, avere un infarto cardiaco, impazzire) con una seguente e significativa alterazione del comportamento correlata ai possibili attacchi.

La presenza o assenza di agorafobia è un altro dei criteri con cui si cerca di capire se siamo in presenza o meno di un disturbo di panico che può presentarsi anche in assenza dei timori agorafobici descritti in precedenza. Inoltre, gli attacchi di panico non devono essere causati da effetti diretti di natura fisiologica provocati dalla assunzione di sostanze (abuso di droghe per esempio) o di natura medica, e non devono essere in alcun modo giustificati da un altro disturbo di natura mentale.

E poi ci sono tutti quei fattori che influenzano in maniera determinante la vita di coloro che soffrono del disturbo di panico, come la presenza di uno stato di ansia che precede la comparsa di nuovi attacchi, oppure il continuare ad evitare in tutti i modi situazioni di natura ansiogena e tutti quei comportamenti iperprotettivi attuati per cercare di fronteggiare lo stato d’ansia, come ad esempio aumentando di proposito il ritmo della respirazione, evitando di frequentare certi luoghi oppure facendosi sempre accompagnare da una persona di fiducia.

Spesso, infatti, la persona colpita da attacco di panico prova in tutti i modi a contrastarlo mettendo in atto una serie di strategie (per esempio) o a prevenirlo (evitando certi luoghi o facendosi sempre accompagnare da un familiare). Queste manovre, tecnicamente conosciute con i nomi di evitamenti e comportamenti di sicurezza, sono tutte strategie negative peggiorano la situazione favorendo il peggiorare delle sensazioni di panico e deteriorando in maniera importante la qualità della vita della persona a tutti i livelli, personale e lavorativo.

Il disturbo di panico non è però una condanna inesorabile e, se trattato in maniera, evolve, nella maggior parte dei casi, verso un sostanziale recupero.

Attacchi di panico: cura e rimedi

È possibile guarire dal disturbo di panico e dalla agorafobia?

Ovviamente sì. Grazie ad un percorso guidato da uno psicologo che ti porterà fuori dal tunnel del disturbo di panico e dall’agorafobia, condizioni molto diffuse e ben note a clinici e ricercatori.

In qualità di psicologo, aiuto le persone a superare questo problema nei miei studi di Trento e Verona.

Psicoterapia cognitivo-comportamentale

Nel trattamento del disturbo di panico con (o senza) agorafobia infatti, la psicoterapia cognitivo-comportamentale ha dimostrato di essere un’arma davvero efficace per risolvere il problema.

Di cosa si tratta?

È un tipo di psicoterapia dove paziente e terapeuta sono impegnati a vicenda per comprendere il problema e condividerne insieme obiettivi terapeutici concreti e verificabili.

Durante il percorso di supporto psicologico, il paziente viene aiutato a prendere coscienza dei circoli viziosi del panico e a liberarsene in maniera graduale acquisendo una modalità di pensiero e di comportamento più funzionali a guarire il problema.

Terapia farmacologica

Quando e se necessario, una terapia farmacologica del disturbo di panico può essere un’altra soluzione al problema. Questa comprende due classi di farmaci: benzodiazepine ed antidepressivi. Le prime producono un effetto ansiolitico immediato, ma col tempo possono creare dipendenza e astinenza. Proprio per questo, solitamente vengo prescritte nella fasi iniziali del trattamento e spesso in associazione agli antidepressivi, con l’obiettivo di essere sospese in maniera graduale quando comincia ad instaurarsi l’effetto degli antidepressivi. Questi ultimi, possono essere gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), ad oggi, una buona soluzione farmacologica
per il panico, abbastanza efficaci e ben tollerati.

Poi ci sono gli antidepressivi triciclici (che vengono prescritti a coloro che non hanno risposto agli SSRI) e gli inibitori delle monoaminoossidasi (IMAO) che, pur essendo molto efficaci, vengono prescritti solo a quei pazienti che non rispondono in modo soddisfacente alle altre cure, perché comportano una cambiamento importante nello schema alimentare risultando incompatibili con l’assunzione di altre classi di farmaci.

Bibliografia