Le tecniche mentali nello sport: come utilizzarle al meglio

tecniche mentali

Le tecniche mentali per il potenziamento della prestazione sportiva devono essere utilizzate nella maniera corretta.

Molto spesso, infatti, gli atleti commettono degli errori nel loro impiego che ne precludono l’efficacia determinando sfiducia e frustrazione. Quando ciò avviene l’atleta sperimenta un “disamore”nei confronti di queste tecniche mentali e difficilmente se ne avvarrà in futuro, considerandole un’inutile perdita di tempo. È quindi necessario stare in guardia e cercare di riconoscere e monitorare il più possibile gli errori che possono essere commessi nell’esercizio delle tecniche di allenamento mentale.

Tecniche mentali: alcuni consigli perchè siano produttive.

  1. Non avere aspettative magiche. Pensare che ci trasformeranno in campioni, che ci permetteranno di vincere una medaglia olimpica o che si possano sostituire all’allenamento fisico è fuorviante oltre che irrealistico. L’impegno, l’allenamento e la costanza nella pratica non si discutono e sono imprescindibili per ottenere dei buoni risultati in qualsiasi disciplina sportiva si pratichi.
  2. Le tecniche mentali non rappresentano una garanzia di successo. Sono piuttosto il “condimento”di un buon allenamento fisico. Fondamentali perchè sostengono e motivano l’atleta nel persistere e nello sviluppare un atteggiamento mentale che gli consenta di trarre il meglio dagli allenamenti e dalle situazioni di gara.
  3. Bisogna poi dare il tempo a queste tecniche mentali di funzionare. È irrealistico pensare che una tecnica funzioni dopo averla messa in pratica solo un paio di volte.
  4. Non avere fretta. Le tecniche mentali necessitano di un continuo esercizio, di un costante raffinamento e di essere riadattate a seconda del contesto di applicazione, sia esso l’allenamento o la competizione. Avere fretta, in sostanza, non paga. Come tutti gli apprendimenti, affinché si consolidino, necessitano di tempo.
  5. Concentrarsi su un unico possibile scenario. Molti atleti nel loro lavoro mentale si concentrano su un unico perfetto scenario, sulla gara perfetta e su risultati eccellenti nel proprio impegno agonistico. Questo è un grosso errore in quanto non allena all’imprevisto, alla fatica del conseguimento dell’obiettivo. Sebbene sia necessario allenarsi a visualizzare un risultato positivo, in quanto rappresenta una fondamentale leva motivazionale, è essenziale pensare a tale risultato in un’ampia varietà di possibili scenari alternativi.
  6. Individua scenari alterntivi. Ad esempio, no ti è utile focalizzarti sulla gara perfetta immaginandoti in vantaggio o vincente fin dal principio, quanto piuttosto considerare gare in cui rimonti da una situazione di svantaggio, nonostante dei problemi ai materiali, le cattive condizioni atmosferiche, un cambiamento del percorso di gara o dell’orario di partenza, e altre condizioni “imperfette”. Se ti sei allenato mentalmente ad affrontare situazioni diverse e difficili, avrai maggiori probabilità di rimanere calmo, concentrato e fiducioso a prescindere da ciò che può accadere il giorno della gara.
  7. Ripercorrere gli errori commessi mentalmente. Un altro tipico errore che gli atleti commettono è quello di ripercorrere mentalmente più e più volte gli sbagli che hanno commesso durante una gara nel tentativo di capire cosa è andato storto. Ovviamente imparare dai propri errori è utilissimo e fondamentale nella vita agonistica di un atleta, ma fossilizzarsi sull’errore e rimuginare su quanto accaduto impedisce di sganciarsi dal passato e di focalizzarsi sul presente.
  8. Lasciare andare i pensieri negativi, sono inutili e fuorvianti. L’imperativo è quindi quello di lasciare andare i pensieri eccessivamente invasivi e le ruminazioni, sostituendo l’immagine dell’errore con un’esecuzione corretta del gesto atletico. Il nostro corpo segue le istruzioni che la mente gli fornisce, pertanto se non riscriviamo l’errore e non lo sostituiamo con un’immagine “corretta”, non ci sarà spazio per mettere in atto una buona esecuzione.
  9. Ripercorrere mentalmente più e più volte un’azione ben eseguita finché non diventa naturale è un ottimo allenamento che porterà importanti benefici alla performance una volta che la si eseguirà concretamente.

L’attivazione emotiva.

Un discorso a parte merita l’attivazione emotiva.  Un ulteriore errore in cui possono incappare gli atleti è quello di attivarsi eccessivamente o, al contrario, attivarsi troppo poco il giorno della gara.

Troppa

Troppa energia e la tensione pre gara si traducono in un tracollo o in un peggioramento della performance atletica. Essere eccessivamente carichi e voler strafare sono atteggiamenti che non pagano. Quando un atleta si trova in questa condizione, rischia di spingere troppo, di esagerare nella condotta di gara andando oltre a quanto provato in allenamento. Inoltre, un’eccessiva tensione rischia di “far dimenticare”i meccanismi consolidati in allenamento e può compromettere la precisione dei movimenti. Quando l’attivazione è eccessiva fin dal giorno prima della gara, essa può avere un impatto negativo sul riposo, impedendo all’atleta il recupero durante le ore di sonno.

Poca

D’altra parte una scarsa attivazione può condurre a un atteggiamento rinunciatario o svalutante del tipo: “Non mi importa, questa gara non è poi così importante”. Nel momento in cui l’atleta attribuisce scarsa importanza alla gara, laddove non ottenesse un buon risultato si è posto nella condizione di prevenire la delusione personale e l’altrui giudizio. Questo atteggiamento a priori impedisce allo sportivo di combattere, di investire sul proprio impegno e sulla gara stessa. In definitiva, l’atleta si tira fuori dai giochi prima ancora di iniziare. In questi casi si tratta di un meccanismo di difesa che l’atleta mette in atto per proteggersi dalla frustrazione nel momento in cui sente di non essere sufficientemente preparato, di non avere il controllo della situazione o in cui teme la gara.

Il giusto compromesso

Una giusta quota di attivazione mentale è dunque fondamentale per gareggiare bene. Gli atleti devono darsi il tempo, allenarsi e fare esperienza per imparare quale sia il loro livello ideale di attivazione per esprimersi al meglio.

Le tecniche mentali sono un valido supporto al miglioramento della prestazione purchè utilizzate nel modo giusto e non possono non essere considerate o allenate se si pensa di voler raggiungere dei risultati nello sport. Il ruolo della mente nel processo di allenamento e di prestazione è fondamentale, non dimenticartelo!